Pastificio Luciana Mosconi

Categorie: Racconti del gusto
Luogo: Matelica MC
Album: Aziende
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La storia (fonte www.lucianamosconi.com)

Luciana Mosconi è una donna reale che ha ereditato i segreti della pasta marchigiana fatta in casa. Per questo essere autentici, unici, sentirsi legati indissolubilmente alle tradizioni del territorio è per il Pastificio Luciana Mosconi un modo di essere naturale ed assoluto. Nelle Marche preparare le tagliatelle è un rito.
Luciana Mosconi, da bambina, ha imparato dalla mamma a tirare la sfoglia. E crescendo, cresceva la sua maestria: impasti e ricette irresistibili per gusto e varietà. Verso la fine degli anni ’80 Luciana apre un laboratorio-punto vendita a Matelica, nel cuore delle Marche.

L’esclusivo metodo Luciana Mosconi

 

Dice un proverbio marchigiano: “anche la fretta vuole il suo tempo”. Il Pastificio Luciana Mosconi utilizza solo il grano migliore e le uova più fresche. Lavora la sfoglia “a doppio impasto” e la tira delicatamente, senza pressatura meccanica, per evitare shock che possano alterare il gusto e la fragranza delle materie prime. Infine la sottopone a un’essiccazione lentissima, per oltre 24 ore.

L’interazione tra lavorazione manuale e tecnologia esclusiva è strettissima. Marcello Pennazzi, titolare, ha voluto per la sua azienda linee di produzione uniche, progettate ad hoc, componente per componente. L’assenza di pressatura meccanica che evita stress termici all’impasto, ad esempio, è frutto di un brevetto esclusivo e non riproducibile dalla concorrenza, del tutto paragonabile, nel risultato finale, alla lavorazione manuale.

La sfoglia è tutto alla Luciana Mosconi. La sua bontà e le sue caratteristiche esclusive  sono un marchio di fabbrica. Con una sfoglia così porosa e così fragrante  i condimenti, i grandi sughi della cucina italiana e le “contaminazioni” della cucina internazionale si legano in un abbraccio perfetto.  “A tavola viene sempre il momento della verità, perche la vera bontà non è un’opinione. Il palato dei clienti è il miglior giudice.” Sono parole che Marcello Pennazzi ripete spesso.

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